domenica, 05 luglio 2009


EUART 2009 the Chicago Step will

open in Chicago at the NAVY PIER on July 17th 2009

NAVY PIER CHICAGO, ART  -  Chicago,  IL  -  USA



The event will feature 19 wonderful Italian contemporary artists and two very special guests. All the sold artworks will participate in a fundraising to support the Abruzzo Project organized and promoted by The Italian Chamber of Commerce in Chicago.

EUART 2009 features nineteen Italian contemporary artists: Annalisa Silingardi, Carla Veronese, Fausto Cerutti, Liliana Scocco, Carla Abbondi, Ignazio Fresu, Riccardo Gori, Laura Fabris, Nicla Ferrari, Federica Rossi, Laura Pozzar, Elisabetta Mastro, Paolo Gaveglia, Paolo Dongu, Vincenzo Izzo, Roberta Conigliaro, Milly Corica, Coral Torrents, Debora Trovato.

L’ARTE PER L’ARTE: PROGETTO ABRUZZO In seguito al terremoto del 6 aprile 2009, quest'anno la Camera di Commercio Italo-Americana di Chicago ha deciso di dedicare un'intera area dell'expo Italian Style ad una nuova iniziativa che si chiamera' "L'Arte per l'Arte", a cui parteciperanno molti artisti italiani e americani. In quest'area saranno esposte e messe in vendita opere d'arte, dipinti e fotografie con lo scopo di raccogliere fondi per contribuire alla ricostruzione del patrimonio artistico dell'Abruzzo. Questa iniziativa e' stata infatti creata dopo il terremoto che ha colpito la citta' de L'Aquila e le aree circostanti, distruggendo parte del patrimonio storico e culturale del nostro paese, causando piu' di 300 morti e lasciando migliaia di persone senza una casa. Tutta l'Italia e' stata segnata da questo terribile evento e anche la comunita' italo-americana di Chicago si e' voluta mobilitare, in vari modi, per aiutare a ricostruire i siti che sono stati colpiti dal sisma. [dal sito della Italian American Chamber of Commerce in Chicago].

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sabato, 16 maggio 2009









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mercoledì, 08 aprile 2009
Frammenti di civiltà
 
Un’esposizione di
Ignazio Fresu
 
Vernissage: 4 maggio 2009 ore 19:00
Via Melchiorre Gioia, 107
20124 - MILANO - ITALY
 
04 maggio - 22 maggio 2009
Da Martedì a Venerdì
dalle 16.00 alle 19.00 e per appuntamento
Tel. e fax.  +39  02 67075024
         Cell.  +39  338 3421624 
La poetica di Ignazio Fresu è articolata e complessa. Alcune opere materiche dal titolo ”Frammenti” ci fanno pensare a ruderi arcaici la cui struttura si articola secondo antiche topografie di città distrutte dal tempo e recuperate solo grazie a scavi archeologici. Questi mettono in evidenza le fondamenta di case o di agglomerati urbani. La raffinatezza cromatica, basata su verdi-azzurri ed aranci, con cui Ignazio Fresu ci presenta questi scavi, costituiscono ritmi geometrici paralleli o ripetuti che si richiamano empaticamente e conferiscono all’opera un che di modulare.
Un’opera di recupero quindi quella di Fresu che vuole riportarci indietro nel tempo per renderci consapevoli di un momento di vissuto umano che non è più, ma che è ancora capace di suscitare in noi le emozioni che la memoria può evocare.
Altre volte la pittura-scultura è costituita da lastre metalliche rettangolari sulle cui superfici emergono incrostazioni materiche, quasi granuli di sabbia o di saldatura che vanno via via ispessendosi scendendo dall’alto in basso. Queste concrezioni assumono sfumature diverse a seconda degli ossidi che le ricoprono, per cui i colori sfumano dai gialli-blu ai rosa-verdi, ai grigi, con variazioni diffuse che caratterizzano ogni lastra. Notevole è l’effetto luce che fa assumere ai colori ed agli aggetti connotazioni particolari alle composizioni. Anche qui l’effetto del tempo pare manifestarsi attraverso accumulazioni materiche che in qualche modo ricordano quelle naturali di stalattiti e stalagmiti. Bella questa trasposizione creativa che ci ricorda aspetti di recupero di reperti fisico-chimici, quasi portati su un piano per essere fruiti ed analizzati al microscopio.
A volte il frammento è visto come ad ingrandimento, in cui la struttura architettonica viene scandita attraverso una serie di rettangoli e quadrati in rapporto tra loro, una sorta di composizione alla Mondrian in cui i due soliti colori complementari (azzurro-arancio) si accostano o si contaminano attraverso rilievi bruni e grigi che ne definiscono le forme.
Possiamo dire che Fresu riporti alla luce, con i suoi recuperi archeologici, antiche fasi creative di un mondo ormai corroso dal tempo, facendoci riflettere sullo stato mutevole delle cose e mostrandoci, in chiave poetica, il disfacimento cui l’erosione e l’abbandono portano.
La speranza in una continuità dell’arte ci viene presentata attraverso alcune sue “installazioni”, quasi sculture modulari, costituite da multipli di oggetti industriali che si replicano a piacere in un ambito prospettico.
Il suo non è solo il recupero di materiali di rifiuto, ma la costruzione razionale di elementi simbolici in grado di trasformarsi in oggetti estetici evocativi.
 
Silvano Battistotti
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martedì, 27 gennaio 2009

Nel foyer del più antico cinema italiano in esercizio, nello storico Palazzo Agostini sul Lungarno a Pisa, dal 3 febbraio sino al 1 marzo 2009, saranno esposti i “frammenti” di Ignazio Fresu in una nuova installazione.
La scultura è l’arte di dare forma ad un oggetto e di trasmettere un concetto attraverso di esso, bisogna saper guardare e un mondo ci si svela. Ma c’è chi riesce a fare di più, ovvero a rimanere libero di far evolvere significati a prescindere dallo spazio e dal tempo, in azioni così pure da poter creare con le proprie opere installazioni sempre diverse. In questo caso è necessario andare oltre il guardare, bisogna vedere e sentire, poiché ciò che si guarda potrebbe non essere ciò che sembra.
C’è dunque chi attraverso la materia regala un’anima ad una statua, e chi attraverso l’animazione delle proprie sculture, regala dinamicità e rinnovamento. I Frammenti di Ignazio Fresu sono stati appesi come quadri, accoppiati per tracciare un percorso, sovrapposti per creare un castello di carte, astrattamente un progetto destinato a fallire, che se osservato da vicino, visto il materiale usato, rimanda alla mente i castelli di sabbia, o addirittura tavole di pietra, ma pietra non è, e non è sabbia e non è carta. Non c’è spirito di riciclo nella scultura di Fresu, ma di più, il concetto profondo di riutilizzo, la restituzione di dignità anche alla materia più consumistica quali gli imballi di polistirolo dei grandi elettrodomestici di noi tutti, resi esteticamente armonici, e che diventano veicolo di messaggi profondi, capaci di rigenerarsi a seconda della comunicazione che l’artista vuole trasmettere, o che il fruitore vuole cogliere.
Antonella Sassanelli

Cinema Lumière
PISA - vicolo del Tidi, 6 ( Lungarno Pacinotti - Palazzo Agostini )
telefono 050.9711532

http://www.lumierecinema.it/

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domenica, 09 novembre 2008
 
Firenze: Locali Madonna della Neve (Ex-Murate)
Via Ghibellina → Google™ Maps
lunedì 17 novembre 2008 - domenica 23 novembre 2008
 
.Entropia, parola derivata dal greco è un concetto, uno strumento interpretativo che coinvolge e può modificare la nostra immagine del mondo: la natura ha le sue leggi e il concetto di entropia è necessario per comprenderla ed esprimerne una parte fondamentale.
La seconda legge della termodinamica, nota come “Legge dell’entropia”, fornisce una misura del degrado degli elementi che costituiscono il sistema: molti dei danni che provochiamo alla terra non sono rimediabili. La logica del recupero, per quanto necessaria, non è sufficiente perché l’aumento di entropia è enorme.  Anche spendendo energia e denaro non si vince l’irreversibilità dei processi naturali: non resta dunque che riflettere su quello che facciamo.
 La mostra che proponiamo è un’occasione per affrontare il problema attraverso un punto di vista differente: attraverso la creatività e l’arte. Un mondo diverso è possibile e necessario, un mondo a bassa entropia.
Una mostra che proponga stimoli alla nostra consapevolezza; una mostra non strettamente sul riciclaggio e il recupero ma per riaffermare l’eccezionalità e la preziosità della vita sul pianeta e dei suoi delicati equilibri, ad evidenziare la necessità di assumere una posizione solidale in sua difesa, cioè, in ultima analisi, in nostro favore.

Castello di carte opera di ignazio Fresu esposta alla mostra  "Entropia"
.
Il castello di carte in senso figurato è un progetto destinato a fallire, come d'altronde nel dizionario filosofico entropia è la tendenza sostanziale a  perdere irreversibilmente parte del proprio ordine o delle proprie qualità. Nell'istallazione di Ignazio Fresu questo concetto è rappresentato - benché contrastato dalla visione positiva del mutare come evoluzione, come trasformazione, piuttosto che come perdita - in modo attento e sottile da tessere "fossilizzate", erose dal tempo, come reperti archeologici di un "come eravamo domani". Ne consegue uno spiazzamento temporale in cui il Presente si sostituisce al Futuro e insieme lo si confonde con un Passato senza tempo. Lo scultore stesso afferma che  " il castello di carte, nella sua intrinseca precarietà, è metafora del divenire e dall'ineluttabilità del suo lato più oscuro rappresentato dall'entropia. Ciò nonostante, come il castello di carte, che proprio per la sua peculiare caratteristica di mostrarsi instabile ed effimero ci pone il dubbio che questa sia la sua reale natura, al contrario possiamo scoprire come esista una persistenza dell'essere al di là dell'apparire,  suggerendoci che forse le cose che non vediamo più, non sono improvvisamente entrate nel nulla ma sono semplicemente scomparse dall'orizzonte degli eventi. Continuano ad esistere in una dimensione che non è quella apparente ed è pertanto proprio in questo divenire che risiede l'eternità di tutto." C'è dunque un'animazione oltre che un'anima in questi frammenti di Fresu, che riesce a parlare non solo tramite la forma e l'estetica delle sue sculture, ma anche attraverso i materiali usati, che sono la migliore risposta a chi oggi cavalca con banalità la moda del riciclo, rendendo concreto il riutilizzo e la restituzione di nobiltà a squallidi scarti industriali e domestici, quali gli imballi di polistirolo o interi armadi gettati nei cassonetti.
Antonella Sassanelli
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lunedì, 03 novembre 2008
LA MODA ITALIANA  Da Milano a Miami E Da Miami NEl Mondo, insieme alle installazioni scultoree di Ignazio Fresu  TROVA LA PIATTAFORMA MONDIALE PER IL LANCIO DELLE COLLEZIONI LUXURY RESORT WEAR

FTLMODA nasce a Fort Lauderdale, Greater Miami Area, ed è l'esposizione e l'esportazione, su suolo statunitense, dell'internazionalità del Made in Italy e, piu' precisamente, delle collezioni resort wear Made in Italy. La presentazione-preview tutta italiana dell'edizione FTL MODA 2009 è stata eccezionalmente ospitata a Villa Reale, a Monza, il 30 ottobre 2008, dove arte e moda si sono incontrate ed hanno interagito con l'originale scenografia dello scultore Ignazio Fresu. La fashion week 2009 si terra' al nuovissimo W Hotel di Fort Lauderdale, dal 28 al 30 maggio 2009.

Milan, Italy - Fort Lauderdale, FL.

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mercoledì, 18 luglio 2007

Stabilità ed equilibri precari. Le installazioni di Ignazio Fresu
di Sara Paradisi
In occasione della mostra d’arte internazionale contemporanea “Rivivere il chiostro”, l’artista presenta Divenire e memoria, la sua ultima realizzazione. A Firenze fino al 21 luglio

Ignazio Fresu è nato a Cagliari nel 1957. Nel 1975 si è trasferito a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Da anni vive e lavora a Prato. La sua attività espositiva è molto intensa e si svolge in Italia e in varie nazioni estere. Si occupa di arte a 360 gradi, dedicandosi alla scultura alla pittura ed alle istallazioni.
Dopo la personale Dissolvenze presso “Il Giardino del The” di Prato dove ha presentato nel mese di febbraio una serie di tele riepilogative di tutta la sua precedente attività, attualmente lo troviamo impegnato, ancora una volta in terra toscana, con una installazione presso il Chiostro del Convento delle Oblate di Firenze, ubicato nella centralissima Via dell’Oriuolo, accanto al Museo Storico Topografico “Firenze com’era”.
Questa antica struttura ospita fino al 21 luglio una rassegna di arte contemporanea dal titolo “Rivivere il Chiostro”. Si tratta di una mostra collettiva nata da un’idea di Silvia Fossati e curata dall’Architetto Guido Del Fungo, in cui 29 artisti provenienti da vari paesi del mondo, di cultura e formazione diversa e con linguaggi e strumenti assai eterogenei fra loro, si misurano con il tema del cerchio.
Attraverso originali sperimentazioni materiche e formali gli artisti affrontano la ricchissima simbologia del cerchio, alludendo alla perfezione che questa figura geometrica da sempre suggerisce, rappresentandola come una sorta di area sacra oppure come corso ininterrotto della vita.
I cerchi sono tutti delle stesse identiche dimensioni e si trovano appesi sotto le arcate del chiostro con fili trasparenti. Sembrano figure magiche, apotropaiche, un po’ come gli scaccia spiriti messicani, oppure dei festoni beneaugurali, simili a quelli che nel Quattrocento venivano usati nelle feste e nelle cerimonie. Sono simboli misteriosi che evocano comunque un senso di pace e di armonia e che si prestano a mille interpretazioni.
Ignazio Fresu affronta il tema del cerchio in maniera completamente diversa dagli altri artisti. La sua installazione dal titolo Divenire e memoria non si trova sospesa in aria, bensì su un prato al centro del chiostro ed è di grandi dimensioni. E’ un cerchio magico, con una suggestiva aura sacrale, costituito da 13 colonne bianche in stile dorico, alte poco più di due metri che stanno in equilibrio precario. Sembra che qualcuno abbia riassemblato i blocchi alla rinfusa e in tutta fretta senza curarsi della loro stabilità. Sia da vicino che da lontano si prova un senso di fastidio, di vertigine e di precarietà. Lo spettatore avverte un senso di caducità paragonabile a quello che caratterizza l’esistenza dell’uomo e il trascorrere del tempo. <> dice Ignazio Fresu.
L’opera si presenta come una struttura fortemente instabile in contrasto con la massa pesante di cui si compone. Ma a ben guardare il materiale con cui sono realizzate le colonne non è marmo, bensì semplice polistirolo rivestito di sabbia bianchisima proveniente dalle famose “Spiagge Bianche” di Rosignano Marittimo (LI) mescolata con della resina ipossidica.
Le installazioni di Ignazio Fresu sono basate sul contrasto tra realtà e apparenza, sull’inganno generato dallo sguardo frettoloso. Ogni cosa è esattamente l’opposto di ciò che sembra e nessuno sembra accorgersene. Il metallo non è metallo, ma spesso cartone o polistirolo travestito da metallo. L’usura e l’ossidazione dei materiali sono soltanto un abile gioco di interventi manuali. La leggerezza è travestita da pesantezza Gli equilibri precari sono calibrate composizioni statiche L’acqua viene riprodotta attraverso materiali tecnologici come il plexiglass e il vetro.
Giocare con i materiali e con il concetto di apparenza è uno dei modi di Ignazio Fresu per collegarsi alle tematiche del divenire, della trasformazione dell’uomo e delle cose operata dallo scorrere del tempo così come al concetto della bellezza precaria ed effimera.
Spesso l’artista si avvale anche di titoli evocativi, riferibili a frasi o aforismi tratti dall’universo letterario o filosofico. E’ il caso per esempio di Nulla perdura se non il mutamento, opera ispirata ai Frammenti di Eraclito che sarà esposta dal 30 giugno al 31 luglio allo Spazio Eventi Mondadori San Marco 1345 di Venezia, in occasione della 52° Biennale Internazionale d’Arte.

Articolo di Sara Paradisi tratto dalla rivista rivista Era 2000 e da www.era2000online.it

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giovedì, 12 luglio 2007

FALSE PORTE di Ignazio Fresu a Francavilla al Mare in mostra  al Premio Spazi Evasi Re-Use dal 21 luglio al 4 agosto

Giunto alla 4° edizione, Spazi Evasi 07 si presenta come un villaggio culturale che prende vita nel centro di Francavilla al mare. Spazi Evasi 07 è un evento complesso in cui ricerca artistica e scientifica, spettacoli e musica si innestano nel tessuto sociale e architettonico della Città.
Il tema della mostra si ispira alle attuali tematiche socio-ambientali dello sviluppo sostenibile e dell’eco-compatibilità, con riferimento al riuso, al riciclaggio, al recupero dei rifiuti e dei materiali di scarto, al risparmio energetico e a fonti energetiche rinnovabili; l’obiettivo è quello di ridare vita e una nuova identità all’oggetto scartato, elevarlo dal suo stato indesiderabile di rifiuto verso una ben più nobile condizione, che sia essa artistica o funzionale.
Si tratta quindi di un necessario ritorno verso ciò che di solito gettiamo via per aprirlo a nuove interpretazioni e nuovi usi. Nell’ambito della manifestazione Spazi Evasi 07, l’Associazione Culturale La.Li.Pè. ha selezionato alcune opere di arte visiva e oggetti di design che si ispirano al tema “Re-Use”, da collocarsi nella mostra “Premio Spazi Evasi Re-Use” che verrà allestita nel Palazzo Sirena di Francavilla al mare e negli spazi all’aperto circostanti nel periodo 21 Luglio- 4 Agosto 2007.
Saranno presentati progetti ed opere di arte visiva senza restrizione di genere o tecnica (installazioni, video-installazioni, sculture, quadri) e oggetti di design. Le opere esposte sono state realizzate con qualunque materiale purché non presentino elementi di pericolosità anche indiretta. Sarà data particolare attenzione alle opere realizzate con rifiuti e/o materiali di scarto

Info:
Associazione Culturale La.Li.Pè
tel. 0854910426
info@lalipe.org 
Via Civitella s.n.c. Torre Ciarrapico 66023
Francavilla al mare (CH) Tel. 0854910426
www.spazievasi.it 
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venerdì, 15 giugno 2007

Cormano AltroVolume

fermata Etnica da Cagliari

terza edizione della rassegna di musica ed eventi organizzata dal Comune

 

SABATO 16 GIUGNO nel Parco di via Molinazzo a Cormano

Evento all'Aperto  Vieni, arriva il suono del mare!”

con SIMONA SALIS e l'installazione artistica  di Ignazio Fresu "False Porte" 

A seguire il dj set mediterraneo di Rocco Mazzei

Ingresso Libero e Gratuito. Dalle ore 19.00 Snack & Drink

Alle ore 21.00 ritorno a Cormano per Simona Salis dopo il successo della passata edizone con un cast di ottimi musicisti come Ivan Ciccarelli. Articolato su sonorità e melodie lusitane, il canto in dialetto sardo di Simona diventa un'occasione unica di incontro musicale, vissuto con i piedi immersi nelle acque del mediterraneo e lo sguardo rivolto alla miscellanea culturale delle metropoli del mondo. Di prossima uscita il nuovo album: "Sa Passioni".

 

Altrovolume è un'iniziativa del Comune di Cormano - Assessorato alla Cultura -

realizzata con le associazioni culturali Corte Manlio e Collettivo Noise.

Le altre date: Sabato 23 Giugno EPO e   Giovedi 28 Giugno NIDI D'ARAC.

Per informazioni:
Ufficio Cultura 02 66324246  www.comune.cormano.mi.it

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martedì, 22 maggio 2007

Sabato al Circolo Culturale Corte Manlio di Cormano a Milano, si apre la mostra "False porte" (nella foto) dell'artista pratese Ignazio Fresu. "Sono i residui simbolici del consumismo - dice Fresu - queste false porte che vogliono essere un invito a guardare oltre". Lo scultore nostrano si rifà all'antichità, quando le porte erano il simbolo della impenetrabilità del mondo dei morti ed al contempo legame tra mondo terreno e ultraterreno. Si riteneva che attraverso di esse, la forza vitale dell'uomo avesse la capacità di entrare ed uscire per quella sottile linea che divide il concetto di vivente e non vivente. Tra le diverse tipologie di vere e false porte che condizionano la nostra esistenza c'è il consumismo: Fresu ne ha fatto il simbolo. Costruzioni di grande impatto visivo che rimarranno esposte fino al 15 giugno.

Franco Riccomini
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