martedì, 26 agosto 2008
Le temps retrouvé
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Installazione di Ignazio Fresu
Arcevia - Chiostro Complesso San Francesco
05-settembre / 04-ottobre 2008
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Le temps retrouvé è un richiamo ambientale  all’interiorità e alla contemplazione: imballi di polistirolo trasformati in reperti archeologici, così da farli apparire di pietra, come tracce riesumate da un passato senza tempo; rifiuti del consumismo trasformati in presenze che appaiono nella loro caducità sospesa tra il comparire e lo scomparire, che si mostrano come modelli derivati da qualcosa di cui si è dimenticata l’origine. Un fregio per l’uomo sopraffatto e soffocato dai residui dei suoi consumi.  

In una società dove tutto è ridotto a merce e a beni di dubbio godimento, l’installazione vuole essere un atto di resistenza  trascendentale in un luogo carico di sacralità. Il Chiostro evoca lo spazio simbolico della ricerca spirituale. 

English version
Structures of polystyrene transformed into archeological finds. So to make them appear made of stone. Like traces dug out from a past without time. Waste of consumptions transformed in presences that show us their suspended liability. They show us between their appearances and their disappearances. They show themselves as models made from something forgotten at its origins. A decoration for the man who has been suffocated and overwhelmed by the residue of his own consumption.
 In a society where everything is reduced to merchandise and goods of doubtful pleasure, my installation wants to be an act of resistance, transcending in a place full of sacredness. The courtyard evokes the symbolic place of spiritual seeking. The breath of the courtyard leads the mind back to mystical functions. Through its arches passes the uninterrupted flow of life. It's the space, the contemplative climate and the history that extends the sense of continuity through our memory.
Le temps retrouve is a natural calling to our interiority and to contemplation

 http://www.artcevia.org/
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venerdì, 08 agosto 2008
Esiste un problema concreto relativo al riconoscimento delle opere d’arte e degli artisti legato al sistema economico, al mercato che si arroga il diritto di determinare ciò che è arte e chi è artista, in modo autoreferenziale, basandosi sul riscontro del mercato stesso. Il Potere, ieri come oggi, cerca in tutti i modi possibili di condizionare e legare l’arte e gli artisti, prendendo delle storiche cantonate, per la trascuratezza, la non considerazione e l’indifferenza nei confronti di quegli artisti che in seguito si sono rivelati fondamentali ed anche per la capacità degli artisti stessi di eludere e svincolarsi dai condizionamenti.
Noi, non vogliamo cadere nell’errore che fu commesso nei confronti di Manet, Degas e Renoir, dove gli organizzatori del Salon si sbagliarono clamorosamente nel giudicare senza conoscere, o semplicemente non capirono, o ebbero paura di pensare con la propria testa per timore di essere esclusi oppure per proprie necessità non dissero ciò che pensavano. Noi, che sappiamo come gli artisti hanno spesso l’ingrato compito di fare da apripista, non ci siamo voluti far mancare anche il contro-festival: l'esposizione parallela all’evento ufficiale, una specie di Salon des Refusés, come nella Parigi del 1863 allestito in spazi alternativi.
 
Arcevia - Corso Mazzini, 41
05-settembre / 04-ottobre
05-settembre ore 17,00: presentazione e inaugurazione collettiva internazionale d'arte
04-ottobre: festa di chiusura della manifestazione
Per ogni ulteriore informazione relativa all’evento, consultare il sito http://www.artcevia.org/
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