mercoledì, 18 luglio 2007

Stabilità ed equilibri precari. Le installazioni di Ignazio Fresu
di Sara Paradisi
In occasione della mostra d’arte internazionale contemporanea “Rivivere il chiostro”, l’artista presenta Divenire e memoria, la sua ultima realizzazione. A Firenze fino al 21 luglio

Ignazio Fresu è nato a Cagliari nel 1957. Nel 1975 si è trasferito a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Da anni vive e lavora a Prato. La sua attività espositiva è molto intensa e si svolge in Italia e in varie nazioni estere. Si occupa di arte a 360 gradi, dedicandosi alla scultura alla pittura ed alle istallazioni.
Dopo la personale Dissolvenze presso “Il Giardino del The” di Prato dove ha presentato nel mese di febbraio una serie di tele riepilogative di tutta la sua precedente attività, attualmente lo troviamo impegnato, ancora una volta in terra toscana, con una installazione presso il Chiostro del Convento delle Oblate di Firenze, ubicato nella centralissima Via dell’Oriuolo, accanto al Museo Storico Topografico “Firenze com’era”.
Questa antica struttura ospita fino al 21 luglio una rassegna di arte contemporanea dal titolo “Rivivere il Chiostro”. Si tratta di una mostra collettiva nata da un’idea di Silvia Fossati e curata dall’Architetto Guido Del Fungo, in cui 29 artisti provenienti da vari paesi del mondo, di cultura e formazione diversa e con linguaggi e strumenti assai eterogenei fra loro, si misurano con il tema del cerchio.
Attraverso originali sperimentazioni materiche e formali gli artisti affrontano la ricchissima simbologia del cerchio, alludendo alla perfezione che questa figura geometrica da sempre suggerisce, rappresentandola come una sorta di area sacra oppure come corso ininterrotto della vita.
I cerchi sono tutti delle stesse identiche dimensioni e si trovano appesi sotto le arcate del chiostro con fili trasparenti. Sembrano figure magiche, apotropaiche, un po’ come gli scaccia spiriti messicani, oppure dei festoni beneaugurali, simili a quelli che nel Quattrocento venivano usati nelle feste e nelle cerimonie. Sono simboli misteriosi che evocano comunque un senso di pace e di armonia e che si prestano a mille interpretazioni.
Ignazio Fresu affronta il tema del cerchio in maniera completamente diversa dagli altri artisti. La sua installazione dal titolo Divenire e memoria non si trova sospesa in aria, bensì su un prato al centro del chiostro ed è di grandi dimensioni. E’ un cerchio magico, con una suggestiva aura sacrale, costituito da 13 colonne bianche in stile dorico, alte poco più di due metri che stanno in equilibrio precario. Sembra che qualcuno abbia riassemblato i blocchi alla rinfusa e in tutta fretta senza curarsi della loro stabilità. Sia da vicino che da lontano si prova un senso di fastidio, di vertigine e di precarietà. Lo spettatore avverte un senso di caducità paragonabile a quello che caratterizza l’esistenza dell’uomo e il trascorrere del tempo. <> dice Ignazio Fresu.
L’opera si presenta come una struttura fortemente instabile in contrasto con la massa pesante di cui si compone. Ma a ben guardare il materiale con cui sono realizzate le colonne non è marmo, bensì semplice polistirolo rivestito di sabbia bianchisima proveniente dalle famose “Spiagge Bianche” di Rosignano Marittimo (LI) mescolata con della resina ipossidica.
Le installazioni di Ignazio Fresu sono basate sul contrasto tra realtà e apparenza, sull’inganno generato dallo sguardo frettoloso. Ogni cosa è esattamente l’opposto di ciò che sembra e nessuno sembra accorgersene. Il metallo non è metallo, ma spesso cartone o polistirolo travestito da metallo. L’usura e l’ossidazione dei materiali sono soltanto un abile gioco di interventi manuali. La leggerezza è travestita da pesantezza Gli equilibri precari sono calibrate composizioni statiche L’acqua viene riprodotta attraverso materiali tecnologici come il plexiglass e il vetro.
Giocare con i materiali e con il concetto di apparenza è uno dei modi di Ignazio Fresu per collegarsi alle tematiche del divenire, della trasformazione dell’uomo e delle cose operata dallo scorrere del tempo così come al concetto della bellezza precaria ed effimera.
Spesso l’artista si avvale anche di titoli evocativi, riferibili a frasi o aforismi tratti dall’universo letterario o filosofico. E’ il caso per esempio di Nulla perdura se non il mutamento, opera ispirata ai Frammenti di Eraclito che sarà esposta dal 30 giugno al 31 luglio allo Spazio Eventi Mondadori San Marco 1345 di Venezia, in occasione della 52° Biennale Internazionale d’Arte.

Articolo di Sara Paradisi tratto dalla rivista rivista Era 2000 e da www.era2000online.it

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giovedì, 12 luglio 2007

FALSE PORTE di Ignazio Fresu a Francavilla al Mare in mostra  al Premio Spazi Evasi Re-Use dal 21 luglio al 4 agosto

Giunto alla 4° edizione, Spazi Evasi 07 si presenta come un villaggio culturale che prende vita nel centro di Francavilla al mare. Spazi Evasi 07 è un evento complesso in cui ricerca artistica e scientifica, spettacoli e musica si innestano nel tessuto sociale e architettonico della Città.
Il tema della mostra si ispira alle attuali tematiche socio-ambientali dello sviluppo sostenibile e dell’eco-compatibilità, con riferimento al riuso, al riciclaggio, al recupero dei rifiuti e dei materiali di scarto, al risparmio energetico e a fonti energetiche rinnovabili; l’obiettivo è quello di ridare vita e una nuova identità all’oggetto scartato, elevarlo dal suo stato indesiderabile di rifiuto verso una ben più nobile condizione, che sia essa artistica o funzionale.
Si tratta quindi di un necessario ritorno verso ciò che di solito gettiamo via per aprirlo a nuove interpretazioni e nuovi usi. Nell’ambito della manifestazione Spazi Evasi 07, l’Associazione Culturale La.Li.Pè. ha selezionato alcune opere di arte visiva e oggetti di design che si ispirano al tema “Re-Use”, da collocarsi nella mostra “Premio Spazi Evasi Re-Use” che verrà allestita nel Palazzo Sirena di Francavilla al mare e negli spazi all’aperto circostanti nel periodo 21 Luglio- 4 Agosto 2007.
Saranno presentati progetti ed opere di arte visiva senza restrizione di genere o tecnica (installazioni, video-installazioni, sculture, quadri) e oggetti di design. Le opere esposte sono state realizzate con qualunque materiale purché non presentino elementi di pericolosità anche indiretta. Sarà data particolare attenzione alle opere realizzate con rifiuti e/o materiali di scarto

Info:
Associazione Culturale La.Li.Pè
tel. 0854910426
info@lalipe.org 
Via Civitella s.n.c. Torre Ciarrapico 66023
Francavilla al mare (CH) Tel. 0854910426
www.spazievasi.it 
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martedì, 10 luglio 2007
Ora che nel vuoto delle parole degli altri è annegata ogni forma di espressione, abbiamo deciso di cercare un modo nuovo di affronatre la vita.
Demistificare luoghi comuni, mettere in luce la fragilità dei confini che separano le categorie di persone e ritornare a chiamare vita l'essenza delle cose: questo è lo scopo di giangilorentz.
Troverete così una scienza rigorosa, ma divertende ed accessibile e una finestra sulle opportunità offerte dall'Open Source.
Il blog "A tutto Lomys" sarà invece l'ironoia, la poesia, la filosofia, le riflessioni e l'amore per lo straniamento di un giovane che non sa se definirsi "un uomo, un perché" o "un perché uomo".
Infine la sezione "Talenti" darà visibilità alle vostre e alle nostre esperienze con la fotografia, la pittura e la scultura.
Ovunque ci saranno ampi spazi per le idee di tutti.
Se una delle vostre necissità è esprimervi, confrontarvi e divertirvi con l'intelligenza, mostrando che il moralismo di chi si ritiene intelligente è ben peggiore dell'inezia dei cosiddetti ignoranti, partecipate al sito e diffondete questo progetto. 
 
Inoltre adesso sta per nascere in collaborazione con il sito ufficiale della creative commons una collaborazione per un progetto di nostra ideazione, che avrà vita sempre su giangilorentz, e dal nome Open Ideas. Con questo progetto vogliamo aprire al mondo intero un modo di vedere del tutto diverso da quello finora sperimentato anche nel mondo degli inventori, ideatori e scienziati.
 
Niccolò Lomys
Giacomo Mazzamuto
Lorenzo Nunziati
 
link: http://www.giangilorentz.it/main/
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lunedì, 09 luglio 2007

A Venezia sull'Isola di Sant'Erasmo un’originale personale del pittore Emilio Vedova: resterà aperta fino al 30 settembre. I visitatori potranno ammirare tra l'altro, alcune opere inedite dei cicli '70 e '80.

 
Tra gli eventi collaterali alla 52a Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, uno dei più rilevanti è la mostra che la Città di Venezia dedica ad Emilio Vedova. Sono esposti per la prima volta alcuni cicli di lavori degli anni '70 e '80 e quindi assolutamente inediti. In esposizione le ultime opere dell'artista. La serie Frammenti e schegge, i Plurimi-Binari del ciclo Lacerazione II (1977-78) e alcuni inediti dei cosiddetti carnevali (1977-83). Queste sue composizioni, praticamente sconosciute, sono caratterizzate dalla possibilità di modificare l’immagine liberamente spostando i tre, quattro “pannelli sculture” che le compongono, sovrapponendoli o distendendoli a piacimento sui binari scorrevoli del telaio che li contiene, creando fratture spaziali ed infinite variabili.
Mostra voluta dallo stesso artista che, poche settimane prima della morte avvenuta nell’ottobre del 2006, aveva accettato con entusiasmo di realizzare nei restaurati spazi che ricordano l’architettura di Mario Botta, della sorprendente Torre Massimiliana dell’isola di Sant’Erasmo. L'isola verde della Laguna, amatissima dal grande pittore e gioiello del “Parco della Laguna” di Venezia.
Emilio Vedova non ha certo bisogno di presentazioni, è stato uno dei maestri dell’astrattismo italiano. Ha avuto una carriera lunghissima e la sua fama è legata principalmente ai dipinti eseguiti in bianco e nero realizzati prevalentemente con ampie pennellate di grande forza espressiva. Oppure con colori violenti e poche sfumature che si impadroniscono delle superfici con la loro caotica disposizione, colpendo lo spettatore con una potenza davvero notevole.
Queste sue composizioni sono state spesso paragonate a quelle prodotte dall’espressionismo astratto made in USA e sono tuttora oggetto di disputa riguardo la politica culturale europea e nord americana. Anche se parte della fortuna di questo artista è dovuta proprio alla duratura amicizia che l’ha legato a Peggy Guggenheim. L’americana conobbe il giovane Vedova al suo arrivo a Venezia nel 1946 e, vedendo in lui una stella nascente dell’avanguardia europea, acquistò due importanti opere che sono tuttora nella sua collezione. A rimarcare questa amicizia, la collezione Peggy Guggenheim ha dedicato, contemporaneamente all’evento di Sant'Erasmo, un tributo al maestro veneziano scomparso presentando la mostra MONOTYPES, una serie di incisioni di Vedova, anch’esse mai esposte prima.

Un consiglio per visitare la mostra è di imbarcarsi su un piccolo barcone che sabato e domenica fa gratuitamente da navetta con l’isola di Sant’Erasmo attraverso le isole in un percorso lagunare da sogno. La navetta parte alla “mezza” di ogni ora  dalla darsena dell’Arsenale Vecchio. Altrimenti ci s'imbarca a Fondamenta Nuove o a Treporti Ricevitoria sui vaporetti della linea 13 dell'Actv.


Venezia, Torre Massimiliana
Via De Le Motte (Isola Di Sant'Erasmo)
+39 0415230642 (info)
istituzione.parcolaguna@comune.venezia.it
www.parcolagunavenezia.it

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lunedì, 02 luglio 2007

Immagini da Nothing lasts except change. Venezia >>>

 

English version
The showing of Ignazio Fresu's installation
“NOTHING LASTS EXCEPT CHANGE”
currently being exhibited in Venice at the venue SPAZIOEVENTI MONDADORI has been extended, and will now be on show for the entire duration of the Venice Biennale 2007.

My installation entitled “Nothing lasts except change”, taken from Heraclitus’ “Fragments” appears as an unstable structure hanging from the ceiling of the exhibition room, held by fine nylon thread, in clear contrast with what appears to be a heavy, rusty iron mass of disintegrating pipes and joints. These precariously balanced intertwined pipes are meant to create within the observer a feeling of alienation and imminent precariousness, the perception of the infirmity of man and of his times. In all of my installations I seek the intersection or overlapping of different dimensions and from these I capture the transformation or mutability. I believe this to be the condition required to capture the sense of an unconventional  “beauty” which is different from or in contrast to beauty as it is normally understood.
What I try to render, in fact, is inner beauty which is by nature, unstable, ephemeral, precarious, fleeting and above all else, unsustainable! This inner beauty is unsustainable because it is not the mirror image of a discourse in which the narrated description of the world is celebrated. It is neither a simulacrum nor a substitute, neither a representation of its own image nor of what it appears to be. Nor does it does relate a consensus.
Through means of mass communication ranging from TV to internet, the reality of the world can no longer be distinguished from the story of the world. Consensus is no longer on actual things but on the description of things which has taken the place of the reality of those things themselves. Through  my works I wish to draw attention to tangible reality by using impermanent materials and by giving particular emphasis to their changeability.
In the installation in question I have used polystyrene packaging, for the joints and pipes, cardboard rolls thrown away by the textile industry, which I have covered in recuperated iron materials which have subsequently been oxidised.
Through their perishable nature I wish to reach their inner sphere. In spite of my use of mimesis or imitation, a primary condition in art, I do not intend to limit myself to formulating illusory images but wish to offer the work in its real, impermanent state. Impermanency is actually reality before our eyes: nothing lasts, everything changes and it hardly ever changes as we would like it to. Notwithstanding the fact that I belong to this world of simulacrums or substitute images and in spite of the inevitable contradictions which my works imply, I look upon art not as a fetish, as something apart from itself but as within itself.
I see it not as an essence of a thing but as the thing itself, able to bestow beauty just as it is. 

Libreria Mondadori - Spazio Eventi
Indirizzo:
Salizada S. Moisè, S. Marco 1345 - Venezia
Telefono:
0415222193
Fax:
0412776767
Sito web:
www.libreriamondadorivenezia.it
E-mail:  info@libreriamondadorivenezia.it
 
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