martedì, 22 maggio 2007

Sabato al Circolo Culturale Corte Manlio di Cormano a Milano, si apre la mostra "False porte" (nella foto) dell'artista pratese Ignazio Fresu. "Sono i residui simbolici del consumismo - dice Fresu - queste false porte che vogliono essere un invito a guardare oltre". Lo scultore nostrano si rifà all'antichità, quando le porte erano il simbolo della impenetrabilità del mondo dei morti ed al contempo legame tra mondo terreno e ultraterreno. Si riteneva che attraverso di esse, la forza vitale dell'uomo avesse la capacità di entrare ed uscire per quella sottile linea che divide il concetto di vivente e non vivente. Tra le diverse tipologie di vere e false porte che condizionano la nostra esistenza c'è il consumismo: Fresu ne ha fatto il simbolo. Costruzioni di grande impatto visivo che rimarranno esposte fino al 15 giugno.

Franco Riccomini
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domenica, 20 maggio 2007


CON FRESU IN MOSTRA L’APPARENZA
L’esposizione a Corte Manlio fino al 15 giugno


Cormano -  Le false porte, «simbolo dell'impenetrabilità del mondo dei morti e al contempo legame tra mondo terreno e ultraterreno» sono le protagoniste della mostra-installazione presente a Corte Manlio dal 12 maggio al 15 giugno. Ignazio Fresu è il creatore di questi affascinanti geroglifici del mondo moderno. La ricerca artistica dell'artista toscano di adozione, ricalca il tema dell'impermanenza, della labilità, della filosofia eraclitea. Il materiale utilizzato non è la dura e fredda pietra, ma un materiale «molle», instabile, deteriorabile: il polistirolo, in particolar modo gli scarti degli imballaggi. Li ricopre uno strato di resina e sabbia grigia. E così il discorso sulla mimesis sul quale l'artista fa perno si radicalizza in una sorta di trattato visivo di estetica. Il rapporto tra «medesimo e altro» trova la sua la sua naturale esplicazione nell'apparenza visiva: ciò che sembra in realtà non è, e così l'arte fa capolino imponendo a chi guarda una serie di interrogativi ai quali molte risposte possono essere date, ciascuna a livelli differenti. Nell'opera di Fresu: l'apparenza della visione è il perno portante della sua produzione ingannando l'occhio del fruitore attraverso una produzione realistica degli oggetti che nulla ha a che fare con la loro reale consistenza. L'impermanenza viene ribadita anche attraverso i lavori che affiancano "Le false porte": le tele che accompagnano il percorso sono figli della medesima ricerca: i colori che vi appaiono sono frutto di una miscela di polveri ferrose che assumono sulla tela un colore rossastro dovuto all'ossidazione del materiale. Col tempo il colore assumerà una diversa sfumatura, senza che sia toccato da alcuno, solo grazie al lento lavorìo degli attimi che scorrono.
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giovedì, 17 maggio 2007

Ignazio Fresu e le False Porte
recensione critica di
Vittoria Colpi

Conosco Ignazio Fresu e seguo con interesse il suo percorso artistico. Mi sembrava bello venire a Cormano, al Circolo Culturale Corte Manlio per accogliere questo artista che giunge da Prato dove risiede e lavora. Il cognome ci indica le sue origini sarde, Fresu è nato a Cagliari ed ha frequentato l’Accademia di Belle Arti a Firenze. A Cormano egli ha portato, insieme a diverse tele che richiamano opere di precedenti mostre, un’installazione di una certa imponenza, dal titolo False Porte. Come possiamo vedere, in questa installazione pittura e scultura si fondono dando vita ad architetture - le porte -  essenziali nel loro rigore geometrico e di grande espressività.  Fresu ci ha abituato ad un linguaggio artistico particolare, ricco di suggestioni interpretative e di sperimentazioni su materiali.
Partiamo dall’analisi dei materiali. L’artista usa scarti di lavorazioni industriali e ciò che residua dai processi di consumo: metalli, tubi, polistirolo. In particolare qui egli ha lavorato eseguendo raffinati intarsi  nel polistirolo. Il polistirolo diventa simbolo della nostra società consumista:  si usa e poi deve essere eliminato; è effimero nell’uso ma estremamente durevole nel tempo, conserva le impronte, il calco degli oggetti che esso ha avvolto e racchiuso: è la matrice del nostro tempo.

La materia prima del fare artistico di Fresu si arricchisce poi di un colore che nasce da alchimie su minerali o metalli. Sono ossidi lavorati sia dall’artista che dal tempo. Pigmenti destinati in continuazione a mutare per effetto dell’ossidazione, in una dissolvenza non scevra di grande esteticità.
Le False Porte hanno un colore chiaro, ma nel loro interno conservano anche un po’ di sabbia scura, ricca di ematite e raccolta all’Isola d’Elba. Fresu ha inteso ancora una volta ritornare al passato, recuperare l’arte etrusca e coniugarla in senso moderno.
È un percorso affascinante, quasi una discesa all’Ade per ritrovare una nuova spiritualità. La Falsa Porta è infatti un simbolo mutuato dall’antichità: è una porta - ci spiega Fresu nel dépliant della mostra - invalicabile per i vivi ma attraverso la quale la forza vitale dell’uomo poteva passare creando un legame tra mondo terreno ed ultraterreno.
Con questa installazione il nostro artista sembra volersi confrontare col tempo ed il suo divenire. E le False Porte divengono espressione di una dicotomia da sempre presente  nel linguaggio artistico di Fresu: mondo reale e mondo dello spirito sono racchiusi in esse.
In un contesto in cui il nostro mondo trascinato dal consumismo sembra assorbire e condizionare ogni energia vitale ecco il messaggio di queste False Porte, di queste architetture nate dai residui del consumismo, porte che chiudono ma che offrono contemporaneamente uno spiraglio e invitano a guardare oltre il presente.

Ammiriamo quindi questa composizione, ammiriamo questa sabbia miscelata da minerali brillanti che irradiano luce. Queste False Porte creano tante aperture dove lo sguardo può spaziare verso la luce e  verso nuovi orizzonti, una nuova via d’accesso per l’uomo.

Vittoria Colpi

( perito e critico d’arte )

vicol@tiscali.it


Cormano, 12 maggio 2007

 

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giovedì, 17 maggio 2007

HOY ES MEJOR       FotoPoesia de un Mundo Complejo y Hermoso

Falsas Puertas

Mi amigo Ignazio Fresu se presenta en Milán con sus maravillas de esculturas.
En la antiguedad las Falsas Puertas eran el símbolo de la impenetrabilidad hacia el mundo de los muertos. Las Falsas Puertas eran un pasaje de energía entre lo terreste y espiritual. El artista hace una comparacion con las Falsas Puertas que el individuo debe atravezar en la Modernidad.
Cuántas puertas por derrumbar, atravesar, dejar pasar.. para poder liberar.
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lunedì, 14 maggio 2007

Transitorietà e consumismo a confronto.
di: Elsa Dorella

Ignazio Fresu è nato a Cagliari nel 1957. Trasferitosi a Firenze per frequentare l'Accademia di Belle Arti, inizia qui la sua fortunata carriera artistica.
Per realizzare le sue opere, l'artista utilizza prevalentemente scarti industriali e delle attività di consumo, testimoniando così lo spreco della civiltà moderna e ridando vita ai rifiuti di una società consumistica.
Con l'uso di materiali vulnerabili e deperibili, attraverso particolari tecniche di ossidazione, opacizzazione, scolorimento, avvizzimento, incurvatura e altre forme di deterioramento, Fresu mette a confronto il concetto di "esistenza" e di transitorietà delle cose, con un mondo contemporaneo basato sull'estetica, che pare sponsorizzare l'illusione dell'immortalità.
Attraverso la fragilità e la deperibilità dei suoi lavori, l'artista ricerca la bellezza intrinseca della dinamicità, del cambiamento e di quel percorso estetico che precede il nulla.
Con la mostra False Porte, Igniazio Fresu si ispira alla simbologia antica, per la quale la falsa porta era simbolo dell'impermeabilità del mondo dei morti e, contemporaneamente, legame tra mondo terreno e ultraterreno. Una sorta di passaggio tra la vita e il tempo che inevitabilmente porta in sé l'incontrollabile divenire dell'uomo.
Oggi la società ha realizzato un'incredibile quantità di false porte ideali, fra queste il consumismo che dissipa tutte le risorse, in cui la nostra epoca cerca l'appagamento a tutti i suoi bisogni, asservendo ad esso l'energia vitale.
Le False Porte di Fresu sono residui simbolici, un'invito a riflettere e a guardare oltre.

Articolo di Sara Paradisi tratto dalla rivista www.girami.it/

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lunedì, 14 maggio 2007

Milano: ”Falsa porta” di Ignazio Fresu

di Valeria S.Lombardi

Mai prima d'ora l'incantevole e curato Circolo culturale Corte del Manlio di Cormano(Mi) verrà imprezziosito da una mostra personale dell'artista concettuale Ignazio Fresu dal12 maggio fino al 15 giugno 2007. Tema questa volta ampiamente non solo descritto, ma rappresentato è la ”Falsa porta”.

Se nell'antichità la falsa porta era un simbolo dell'impenetrabilità del mondo dei morti e dal contempo un legame tra il mondo terreno ed ultra terreno,attualmente giustamente l'artista Ignazio Fresu dice che il consumismo (ilmale del nostro odierno tempo) è una falsa porta,che spinge ad entrarvi per trovare benesssere,appartenenza, ma che in realtà vi è solo superficialità, vuoto di valori e di contenuti. Al tema poi della porta mi ha rammentato un gruoppo musicale degli anni'60 del novecento americano appunto i Doors dove chiedevano ”di andare oltre alle porte della percezione”. Per forse due fini e due ambiti differenti sia i Doors che Ignazio Fresu cercano comunque di lanciare un messaggio, un monito,quel varcare è ultile unicamente se si è pronti a crescere interiormente, personalmente, senza lasciarsi corrompere, traviare da falsi ideali creati ad hoc da persone che vogliono lanciare fasulle mode ed altrettanti vani miti. Assieme alle fotografie dellle False Porte, questo artista porterà circa 7 Dissolvenze ovvero delle piccole istallazioni. Tutte testimoniano che bisogna andare oltre alla caducità della vita, andar ben oltre all'aspetto effimero delle graziose,fresche forme, ma saper vedere e riconoscere il vero,la vera bellezza anche quando quella esterna è magari sfiorita. Perchè realmente ciò che più conta è il valore di una persona, non tanto il suo aspetto esteriore e consumistico. Ed una frase di Eraclito mi pare appropriata per questo contesto:”Tutte le cose che abbiamo visto e preso le lasciamo ,quelle che non abbiamo visto nè preso le portiamo con noi”.

Articolo di Valeria S.Lombardi tratto dalla testata Eosarte ed il sito www.eosarte.it

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venerdì, 04 maggio 2007
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giovedì, 03 maggio 2007
dal 12 MAGGIO al 15 GIUGNO 2007
Circolo Culturale Corte Manlio di Cormano – Milano
 
"Nell’antichità la falsa porta era simbolo dell’impenetrabilità del mondo dei morti ed al contempo, legame tra mondo terreno e ultraterreno. Si riteneva che attraverso di essa la forza vitale dell'uomo, lasciato il corpo fisico, avesse la capacità di entrare ed uscire per quella sottile linea che divide il concetto di vivente e non vivente. La falsa porta era una sorta di passaggio tra l’energia vitale e la pulsione ritmica che scandisce il tempo dell’uomo incapace di controllare il suo divenire.
 
Oggi il nostro mondo ha realizzato una incredibile quantità e tipologie di vere false porte che condizionano la nostra esistenza. Una di queste è il consumismo che dissipa tutte le risorse, in cui la nostra epoca cerca l’appagamento a tutti i suoi bisogni asservendo ad esso l’energia vitale. Consumismo, di cui le False Porte che presento sono residui simbolici: “porte” che vogliono essere un invito a guardare oltre."
Ignazio Fresu
 
Inaugurazione 12 maggio ore 18.00
Orari : Mer-Gio-Ven (12.30-14.30 e 18.00-24.00)
Sabato (18.00-01.00) Domenica (su prenotazione)
Martedì Solo per occasioni Lunedì chiuso
 
Circolo Culturale Corte Manlio Enovisioni
Via Roma 3 – 20032 Cormano – Milano
tel. 02 66306875
info@cortemanlio.it www.cortemanlio.it
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