domenica, 29 aprile 2007

Dal 09 al 13 maggio 2007 con la galleria Carlo Livi 115 di Prato  sarà esposta a Seoul, al KIAF l’installazione

FRAGMENTS OF DE-COMPOSITION
The works presented are "ectypes" or copies: models derived from something whose origin has been cancelled and forgotten – stelae for man overcome and suffocated by the remains of his own consumption. Ours is a society in which we brazenly tend to scrap, throw away, eliminate, forget, lose and recycle anything which is no longer new or efficient, which is no longer young, shiny, whole, integral or able to be integrated and is imperfect in a system which gravitates around uncontrolled, excessive and alienating consumerism. We have become slaves of the god, money, which is killing our soul and stealing our time to observe, appreciate, think and meditate. Time for the essence of man.


 
FRAMMENTI DI DE-COMPOSIZIONE
L’installazione è formata da 6 grandi stele come "ectipi": modelli derivati da qualcosa di cui si è cancellata, dimenticata l'origine. Stele per l'uomo sopraffatto e soffocato dai residui dei suoi consumi. La nostra è una società in cui si tende con incredibile e spaventosa disinvoltura a rottamare, gettare, eliminare, dimenticare, disperdere, riciclare tutto ciò che non è più nuovo, che non è più efficiente, che non è più perfetto e giovane, lucido, integro e integrabile in un sistema che gravita intorno a un consumismo alienante, sfrenato, esagerato, schiavo del dio denaro, che sta uccidendo l'anima, sta cancellando il nostro tempo per osservare, per apprezzare, per pensare, per meditare, il tempo dell'essenza dell'uomo.
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domenica, 29 aprile 2007
Studio 149 via della Vittoria 149 - Cascina
sabato 5 maggio dalle ore 18


 Ignazio Fresu -  “Con il sudore della tua fronte mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e polvere tornerai!" [Genesi 3, 19] - sabbia e resine epossidiche - 2007

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Il pane, ovvero l’arte di vivere.
L’interesse per le relazioni che intercorrono tra le problematiche artistiche e quelle esistenziali, centrale nei programmi e nelle realizzazioni delle Avanguardie Storiche, non può non informare, alimentare, animare il pensiero e l’attività di quegli artisti che oggi fondano la propria ricerca sulla vocazione all’essere piuttosto che all’apparire. Una ricerca così incardinata verte necessariamente su temi e problemi, inclinazioni e comportamenti tendenzialmente divergenti da quelli propri di un’impostazione consumistica della vita, nella quale il “tutto scorre” si riduce ineluttabilmente a flusso di sensazioni rapide ed effimere.
Viceversa l’uomo può aspirare ad una più compiuta conoscenza del proprio , al consolidamento di rapporti umani e sociali edificanti, alla individuazione di valori condivisi tra simili e perciò capaci di orientare positivamente la vita individuale e la convivenza.
Il libero e franco scambio di atti, parole, esperienze è probabilmente il mezzo mediante il quale tali aspirazioni possono – pur tra mille difficoltà e rinvii – trovare una prospettiva di realizzazione: a patto che questo scambio sia avvertito ed esercitato come necessaria, indispensabile modalità per la conduzione di una vita degna, piena, nutrita anche di speranza.
Il pane, per la sua diretta provenienza dalla natura, per il lavoro umano di cui necessita per essere impastato e formato, per il calore di cui abbisogna per divenire alimento, per la sua centralità nella storia e nelle culture dell’uomo, per la sua capacità di trascendere la funzione nutritiva e di assurgere addirittura a simbolo di cose spirituali, sembra ben rappresentare quel complesso intreccio di istinto, sentimento, ragione che l’uomo deve poter governare per vivere compiutamente la propria avventura terrena.
Il pane è dunque oggetto-alimento-simbolo che in maniera sintetica e diretta rappresenta l’arte-di-vivere ed evoca perciò i grandi temi dell’esistenza e della coesistenza, dei quali lo scambio e la condivisione di esperienze creative, la libera espressione mediante forme o atti sensibili possono favorire l’approfondimento. Sono, questi, i temi naturalmente centrali e ricorrenti del lavoro artistico “vero”, quello che si realizza attraverso il costante esercizio di una ricerca tra e con le cose visibili e invisibili, che è inesauribile per sua stessa natura.
Paolo Bottari

Opere e performances di :
Katia Alicante, Mauro Andreani, Giacomo Bonciolini, Paolo Bottari, Sandro Bottari, Federica Casarosa, Enzo Correnti, Ignazio Fresu, Delio Gennai, Sandra Lucarelli, Paolo Marchi, Clara Rota, Lorena Sireno, Bruno Sullo.
Carta da musica :performance musicale per 4 musicisti e 4 danzatori con Tuia Cherici, Veronica Citi, Edoardo Ricci, Eugenio Sanna e Sabrina Cunha, Manrico Fiorentini, Krystof Jerzak, Massimo Pierini.

La mostra sarà visitabile anche il successivo giorno di domenica 6 maggio, dalle 18 alle 21.
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