Se effettivamente l'arte concettuale non è mai stata per sua natura diciamolo onestamente "comprensibile" ai tanti perchè se già per primo Joseph Kosuth ravvedeva in questa arte più la concreta realizzazione di un pensiero piuttosto che un'immediata resa ottica od emozionale. C'è però da dire che quando ci poniamo di voler superare il primo ostacolo, quasi quella inconscia presa di posizione mentale si ritrova invece un'arte squisita, imponente, che fa soprattutto riflettere in modo sensato accrescendoci interiormente.
Fatta questa dovuta premessa bisogna così con garbo presentare un grandioso interprete del concettuale italiano ovvero Ignazio Fresu. Un'arte la sua che sembra essere un compendio di tutto già espresso, ma con qualcosa di unico, personale ovvero una lineare e palpabile assonanza, continuo richiamo,scambio tra scelte antiche ed il concreto fatto di materiali odierni, contemporanei.
Un primo punto che si riscontra in tutte le opere di Ignazio Fresu è dato dal pensiero del filosofo Eraclito: l'espressione, la resa in pratica di lavori che esprimono o meglio fanno decadere un principio cardine di questa malsana ed odierna società che punta tutto sull'apparire,sul lato esteriore invece Ignazio Fresu punta ed indica che invece non vi è nulla di assoluto,ma anzi che tutto o meglio il suo fondamento si basa sulla mutevolezza, caducità e trasformazione delle cose ed anche questo pensiero che diviene certezza calza anche per il genere umano.
Sono felice di aver trovato un'artista così impegnato soprattutto anche a voler finalmente aprire gli occhi a questo bel Paese a temi che molte volte vengono costantemente rimossi come da ataviche fobie e tutto viene invece racchiuso,impregnato sul banale e sul superfluo.
Per far capire meglio quanto detto si può partire da un'installazione chiamata"Armonia nascosta è più forte di quella manifesta" dove il pensiero espresso è manifestato da un insieme di mele sospese con filo trasparente di nylon dove attraverso l'impiego di una resina sulla superficie del frutto ne fa proprio volutamente trasparire non solo il mutamento, la decomposizione, ma anche che quando tutto ormai si perde rimane sempre l'originaria forma.
Ciò che rende attualissima, contemporanea l'arte di Ignazio Fresu è il suo costante impiego, utilizzazione di materiali quelli definiti "scarti" industriali soprattutto in primis il polistirolo e poi metalli o che sono già rovinati oppure lo stesso artista gli trasmuta apportando un'ossidazione (per richiamare quel principio di mutevolezza ,trasformazione delle cose,nel valore che queste e in queste vi sia). A questo proposito nascono e si realizzano tanti, tutti lavori di questo splendido artista: Ignazio Fresu come per citarne solo alcuni:"Colonna sospesa",ma anche istallazioni come "Tutte le cose che abbiamo visto e preso le lasciamo, quelle che non abbiamo visto nè preso, le portiamo con noi". Questa è una istallazione che si può definire quasi il testamento o meglio il manifesto della ricerca artistica di Ignazio Fresu da questa dove si ritrovano tutti i costanti elementi usati dall'artista accompagnati da un saggio ed antico aforisma questo è appunto sia un monito, un arrivo e una partenza se si vuole intraprendere questo percorso di vita.apprezzando gli sforzi,le ricerche e le messe in atto di questo concettuale artista italiano.
Dott.ssa in Storia dell'arte contemporanea
c/o Università Statale di Milano