sabato, 30 dicembre 2006

Ignazio Fresu con la galleria Carlo Livi 115 di Prato espone dal 05 al 08 gennaio 2007 ad Art Miami, presso il Miami Beach Convention Center, Hall A. Questa manifestazione vedrà la partecipazione delle maggiori Gallerie d'arte di Europa, Asia, Stati Uniti e dell'America Latina.

Ignazio Fresu negli USA presenta in anteprima i nuovi lavori “Dissolvenze” che sono apparentemente come lastre di metallo rugginose da cui emergono immagini di progetti di installazioni già realizzate e altri che intende realizzare. Immagini che si rivelano attraverso l'ossidazione.

Art Miami, manifestazione di livello mondiale oggi sotto la direzione di Ilana Vardy, si presenta questo diciassettesimo anno con rinnovata vitalità, dopo che una procedura di selezione rigorosa ha ridimensionato la partecipazione di molte nuove Gallerie di Europa, Asia, USA e, nonostante l'appuntamento sia riferimento costante per alcuni degli artisti latini moderni e contemporanei più importanti (si rilevi la presenza di sole 14 Gallerie latino-americane).

La mostra va incontro alle esigenze di un mercato crescente in cui i collezionisti sono interessati ad un'ampia varietà di generi internazionali ed alla scoperta di tendenze nuove, nuovi artisti e nuove gallerie. I partecipanti al Art Miami esibiscono costantemente una gamma impressionante di prodotti pittorici e scultorei, accanto a fotografia, installazione e nuove tecniche, costituendo da anni un valido riferimento informativo per gli appassionati di tutto il mondo sull'arte internazionale. (Comunicato stampa)

Due recenti progetti di Ignazio Fresu

La Ginestra

Divenire e Memoria

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martedì, 26 dicembre 2006

Ignazio Fresu è presente con le sue opere: “False porte” ed alcuni “Frammenti di de-composizione” alla mostra collettiva Preghiere - Approdi minoritari dell’anima che si è inaugurata Sabato 23 dicembre 2006 alle ore 21.00, presso l’Art Gallery Bistrot Garden Grove di Roma.

La mostra è curata da Paolo Marzano, che ha strutturato l’evento intorno ad un tema bifronte: quello del confronto artistico con la dimensione urbana del vivere quotidiano da una parte, e con la dimensione interiore della preghiera-meditazione-silenzio dall’altra. Si sono invitati artisti di diverse esperienze e natura a confrontarsi liberamente con le tematiche dell'azione della preghiera, in un mondo contemporaneo miscela di religioni conviventi o conflittuali, ma tutte consapevoli di vivere lo stesso luogo.

Lo stesso Marzano ha messo a disposizione, come una sorta di vademecum per l'artista, alcuni “appunti di viaggio”, “concepiti - dice il curatore - nell’esplorare strade diverse di città altre, dalle quali sono state generate visioni capaci di inquadrare l’attimo del quotidiano che lentamente sta implodendo, e il sussulto silenzioso provocato scuote l'intima natura dell'uomo. L'arte ancora una volta segnerà il cammino, e aprirà verso visioni di paesaggi inattesi, densi come non mai, di trasformazioni dell’anima e mutazioni dei linguaggi, testimonianza viva, nonché motivo di dibattito ed esperienza culturale”.

E ancora “La città, metafora dell’animo umano, rivela la sua natura di territorio condiviso, una scogliera frastagliata alla quale viene affidata la nostra realtà di entità incomplete e tutte indistintamente minoritarie che cercano, con enorme dispendio di energia vitale, una parvenza di approdo, un instabile contatto con la nuova terra-verità. Lo sguardo verso una possibile altra realtà, forse l’attesa di un’intuizione che avvicini a una verità nuova, più grande, diventa ora il tempo della preghiera”.

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mercoledì, 13 dicembre 2006

Se effettivamente l'arte concettuale non è mai stata per sua natura diciamolo onestamente "comprensibile" ai tanti perchè se già per primo Joseph Kosuth ravvedeva in questa arte più la concreta realizzazione di un pensiero piuttosto che un'immediata resa ottica od emozionale. C'è però da dire che quando ci poniamo di voler superare il primo ostacolo, quasi quella inconscia presa di posizione mentale si ritrova invece un'arte squisita, imponente, che fa soprattutto riflettere in modo sensato accrescendoci interiormente.

Fatta questa dovuta premessa bisogna così con garbo presentare un grandioso interprete del concettuale italiano ovvero Ignazio Fresu. Un'arte la sua che sembra essere un compendio di tutto già espresso, ma con qualcosa di unico, personale ovvero una lineare e palpabile assonanza, continuo richiamo,scambio tra scelte antiche ed il concreto fatto di materiali odierni, contemporanei.
Un primo punto che si riscontra in tutte le opere di Ignazio Fresu è dato dal pensiero del filosofo Eraclito: l'espressione, la resa in pratica di lavori che esprimono o meglio fanno decadere un principio cardine di questa malsana ed odierna società che punta tutto sull'apparire,sul lato esteriore invece Ignazio Fresu punta ed indica che invece non vi è nulla di assoluto,ma anzi che tutto o meglio il suo fondamento si basa sulla mutevolezza, caducità e trasformazione delle cose ed anche questo pensiero che diviene certezza calza anche per il genere umano.

Sono felice di aver trovato un'artista così impegnato soprattutto anche a voler finalmente aprire gli occhi a questo bel Paese a temi che molte volte vengono costantemente rimossi come da ataviche fobie e tutto viene invece racchiuso,impregnato sul banale e sul superfluo.
Per far capire meglio quanto detto si può partire da un'installazione chiamata"Armonia nascosta è più forte di quella manifesta" dove il pensiero espresso è manifestato da un insieme di mele sospese con filo trasparente di nylon dove attraverso l'impiego di una resina sulla superficie del frutto ne fa proprio volutamente trasparire non solo il mutamento, la decomposizione, ma anche che quando tutto ormai si perde rimane sempre l'originaria forma.

Ciò che rende attualissima, contemporanea l'arte di Ignazio Fresu è il suo costante impiego, utilizzazione di materiali quelli definiti "scarti" industriali soprattutto in primis il polistirolo e poi metalli o che sono già rovinati oppure lo stesso artista gli trasmuta apportando un'ossidazione (per richiamare quel principio di mutevolezza ,trasformazione delle cose,nel valore che queste e in queste vi sia). A questo proposito nascono e si realizzano tanti, tutti lavori di questo splendido artista: Ignazio Fresu come per citarne solo alcuni:"Colonna sospesa",ma anche istallazioni come "Tutte le cose che abbiamo visto e preso le lasciamo, quelle che non abbiamo visto nè preso, le portiamo con noi". Questa è una istallazione che si può definire quasi il testamento o meglio il manifesto della ricerca artistica di Ignazio Fresu da questa dove si ritrovano tutti i costanti elementi usati dall'artista accompagnati da un saggio ed antico aforisma questo è appunto sia un monito, un arrivo e una partenza se si vuole intraprendere questo percorso di vita.apprezzando gli sforzi,le ricerche e le messe in atto di questo concettuale artista italiano.
 

Dott.ssa in Storia dell'arte contemporanea
c/o Università Statale di Milano

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